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Vermentino di Sardegna
Il vitigno Vermentino è conosciuto e coltivato, più o meno intensamente, in tutti i territori costieri mediterranei dalla Spagna fino alla Liguria e nelle isole che fronteggiano queste terre, Corsica e Sardegna. Piccole aree di produzione si trovano anche nell'isola di Madera ed in alcune località della Francia meridionale. La sua origine è sicuramente spagnola. Di qui pare sia emigrato in Corsica verso il XIV secolo, per poi approdare in Liguria. Il suo habitat ideale è la Sardegna, anche se la sua comparsa sull’isola è molto recente, databile negli ultimi decenni del secolo scorso, con primi impianti nella Gallura, all'estremo limite settentrionale dell'isola. Dalla Gallura, il Vermentino si è poi esteso in tutte le principali zone vinicole della Sardegna, principalmente nelle province di Sassari e di Cagliari. L'allevamento tradizionale e' ad alberello sardo su 3-4 cornetti. L'Azienda Pala lo utilizza per i vini Stellato, Crabilis al 100% e come base per il vino Entemari.
Cannonau
Secondo alcuni esperti la coltura del Cannonau risale all'epoca nuragica ne sono testimonianza i vinaccioli di Cannonau scoperti all’interno di un nuraghe e datati 1200 a.C.; altri invece sostengono che sia una modificazione del Cannonazo di Siviglia, del Granaxa aragonese o addirittura dell'Alicante portato in Sardegna dai gesuiti. E' sicuramente il vino più famoso ed il vitigno è coltivato praticamente in tutta l'isola. Nonostante la grande diffusione del vitigno, la quantità di vino Cannonau prodotto nell'isola è abbastanza limitata per la diffusa tradizione di effettuare potature cortissime su impianti ad alberello, con tagli drastici alla produzione che si contraggono fino a 30-40 quintali per ettaro. L’allevamento tradizionale è ad alberello o a spalliera bassa. Utilizzato per il vino Triente al 100% e come base pe i vini S'Arai e Chiaro di Stelle.
Monica
Il vitigno rosso Monica è uno dei vitigni sardi più antichi. La sua origine è controversa: una delle tesi più probanti è che sia giunto in Sardegna intorno all'XI secolo, quando i monaci camaldolesi iniziarono a coltivare i terreni attorno ai loro conventi, da cui il nome con cui è conosciuto. Viene usato sia da solo per ottenere l'omonimo vino DOC, Monica di Sardegna. Il sistema di allevamento è il classico alberello latino. Utilizzato nei vini Elima al 100% e nel Chiaro di Stelle in aggiunta agli altri vitigni.
Carignano
Il vitigno, introdotto nella Spagna del XII secolo trovò diffusione nel sud della Francia e nell' Africa settentrionale, ma la tesi più accreditata è proprio quella secondo cui debba le sue origini ai fenici, i quali da tempi remoti lo producevano nelle terre sarde da loro colonizzate. La sua produzione è tipica del sud dell'isola dove il vitigno ha attecchito ottimamente per la sua particolare resistenza ai venti ricchi di salsedine provenienti dal mare. Il sistema di allevamento è ad alberello tradizionale e spalliera bassa. Utilizzato nel S'Arai e nel Silenzi rosso
Bovale Sardo
Il vitigno Bovale sardo trova il suo habitat ideale nella zona centro meridionale dell’isola. Introdotto in Sardegna dagli Aragonesi, il vitigno fu distrutto dall’epidemia di fillossera nella seconda metà dell’Ottocento, ma, grazie alla sua capacità di adattarsi ha recuperato la sua naturale produttività. Da sempre utilizzato per uvaggi per via della sua particolare concentrazione, oggi è un vitigno abbastanza raro. La nostra azienda da qualche anno ha avviato una fase di recupero e valorizzazione del vitigno stesso, il sistema di allevamento più adatto al vitigno è l’alberello tradizionale sardo. Il Bovale è utilizzato in purezza nel vino Essentija e in uvaggio con S'Arai.
Nuragus di Cagliari
L'origine del vitigno Nuragus si perde nell'arco dei tempi: è certamente uno dei primi vitigni introdotti in Sardegna, con molta probabilità dai navigatori fenici all'atto della fondazione della città di Nora, i cui ruderi si trovano ai margini meridionali della pianura del Campidano. Questa ipotesi è basata oltre che sul nome (il prefisso nur è di derivazione fenicia), anche sull'areale di diffusione, limitato appunto alla pianura retrostante l'approdo.
Per la sua produttività ha avuto in passato numerosi appellativi: “vitis abundans”, Axina de pòberus, Axina de margiani, Axina scacciadèppidus; (uva dei poveri o scacciadebiti). Una delle ipotesi più accreditate è quella che ne indica l’origine autoctona. Il sistema di allevamento è ad alberello tradizionale e spalliera bassa. Utilizzato in purezza nella produzione del vino Salnico.
Nasco di Cagliari
Il vitigno a bacca bianca Nasco è coltivato in Sardegna da tempo immemorabile. Dall'Acerbi viene denominato "nuscu", dal Moris vitis amabilis o nascu, nome quest'ultimo diffuso in vernacolo e riportato dal Cettolini, assieme ad altri sinonimi dialettali, tra i quali resu e ogu de arrana. Il Mameli, in accordo con l'Acerbi, fa derivare il nome del vitigno dal latino muscus, nome dovuto al sentore di muschio recepibile nel vino vecchio di qualche anno, e di cui la voce dialettale nascu sarebbe una corruzione.
Prendendo per buona questa ipotesi, si dovrebbe pensare che il Nasco fosse già presente nell'Isola in epoca romana, o almeno sia stato introdotto proprio dai Romani. Anche la sua diffusione, limitata all'entroterra del porto di Karalis, farebbe pensare che sia arrivato nell'Isola, in tempi molto antichi, tramite questo approdo, alla stregua di qualche altro vitigno caratteristico della Sardegna. È diffuso esclusivamente nel Campidano di Cagliari e, in particolare, nel territorio dei comuni di Quartu, Maracalagonis, Dolianova, Selargius, Sinnai, Soleminis, Serdiana. Il Nasco è la base del vino Assoluto.
Malvasia di Cagliari
L'origine del vitigno Malvasia sarda si fa risalire all'epoca bizantina e certamente arrivò in Sardegna tramite gli approdi di Karalis e di Bosa: infatti esso ha la sua maggiore diffusione nel Campidano di Cagliari e nelle colline della Planargia. Tutti gli studiosi dell'enologia sarda concordano nel rilevare la netta differenza tra il vino Malvasia ottenuto nel Cagliaritano e quello ottenuto a Bosa, differenza certamente non del tutto imputabile alle diverse condizioni pedoclimatiche ed anche ciò conferma l'esistenza di due diversi cloni di un'unica varietà giunti in Sardegna nelle due differenti zone. Il sistema di allevamento è quello tradizionale a spalliera bassa o alberello. La Malvasia, variante di Cagliari, è utilizzata nella produzione del vino Entemari.






